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Il sito dell’Associazione Nazionale Forense -Sede di Roma, vuole offrire uno strumento di informazione, servizio e di incontro per nostri iscritti e per tutti i colleghi.

Con la sezione Professione Avvocato cercheremo di offrire un aggiornamento costante sulla realtà della giustizia e sulle nostre attività.
Con la sezione Corsi speriamo di offrirvi un piccolo contributo per lo svolgimento della formazione obbligatoria.
Con la sezione Servizi vorremmo offrire un aiuto al miglior svolgimento dell’attività professionale.
Con il sito www.unianf.it  offriamo un portale dedicato ai servizi telematici, attraverso il quale vi terremo aggiornati su i collegamenti telematici al Tribunale.  Accedendo a tale area potrete collegarvi ai servizi di Polis Web, richiedere copie di
sentenze, conoscere e/o usufruire delle connessioni telematiche ai servizi giudiziari evitando inutili file. Per accedere ai servizi PolisWeb clicca qui

 
Novità legislative gennaio 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da Unianf   
Novità legislative a cura del Cav. Avv. Marco Valerio Santonocito
 
NOVITA legislative gennaio 2016 per scaricare il documento clicca qui 
 
CALCOLO AUTOMATICO DEGLI ONORARI DEI DIFENSORI AMMESSI AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Febbraio 2016 17:15
Dal Tavolo di confronto tra A.N.F Roma, C.P.R. e Magistrati nominati dalla Presidenza del Tribunale di Roma è finalmente scaturito il foglio Excel che dovrà essere depositato all'Autorita Giudiziaria dall'avvocato che intenderà aderire alle previsioni di calcolo contenute nel Protocollo sulle liquidazioni di patrocinio a spese dello Stato e difese di ufficio siglato in data 11/12/2015. Invitiamo, quindi, tutti i Colleghi ad utilizzare l'allegato foglio Excel per le proprie istanze di liquidazione, anticipando che in data 24 febbraio, dalle 14.00 alle 16.00, presso l'Aula Unità d'Italia si terrà un incontro al quale presenzieranno tutti i firmatari e comunque coloro che hanno partecipato al tavolo di confronto sul Protocollo, che sarà finalizzato a divulgarne i contenuti fornendo le eventuali delucidazioni che si rendessero necessarie. Vi aspettiamo quindi numerosi a tale evento, precisando comunque che riceverete altra e successiva mail di conferma della data ed orario.
 
Con i nostri migliori saluti e l'augurio di buon lavoro.
 

Avv. Marco Lepri                                    Avv. Giancarlo Renzetti
(Segretario A.N.F. - Roma)                   (Presidente A.N.F. - Roma)  


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Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Febbraio 2016 17:23
 
Il diritto del lavoro dopo il Jobs Act 27.01.2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da ANF ROMA   
Domenica 17 Gennaio 2016 17:19

“Le altre tipologie contrattuali: apprendistato – contratti a termine – somministrazione – collaborazioni continuative e part-time”
Sono molteplici le novità in materia di apprendistato, derivanti dalla entrata in vigore del decreto legislativo 15 giugno 2015 n. 81.
Fra queste:
- l’abrogazione in toto – fatta salva la disciplina transitoria – del c.d. Testo Unico del 2011 (d.lgs. n. 167/2011)
- l’ampia novella della precedente disciplina ora interamente confluita al Capo V del d.lgs. n. 81/2015: in particolare, l’apprendistato di I livello viene totalmente riscritto e agganciato al conseguimento del diploma superore;
- la ridefinizione dei compiti generali della contrattazione collettiva nazionale in materia. Questa può intervenire a modficare l’istituto ad eccezione di: piano formativo, durata minima, normativa in caso di licenziamento illegittimo, recesso del contratto.

Scarica qui il documento completo

Vi segnaliamo il corso completo sul diritto del lavoro dopo il Jobs Act. Per informazioni clicca qui

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Gennaio 2016 17:25
 
seminario IL DIRITTO DEL LAVORO DOPO IL JOBS ACT PDF Stampa E-mail
Scritto da Unianf   
 
Seminario
IL DIRITTO DEL LAVORO DOPO IL JOBS ACT
 
Gli otto incontri che, a partire dal 27 gennaio p.v., si terranno dalle 13 alle 16 presso il Teatro Manzoni in via Monte Zebio 14, riguarderanno le tipologie contrattuali, le mansioni, le tutele crescenti, il licenziamento, le procedure sanzionatorie ed i rimedi giurisdizionali
 
Per info e iscrizioni  CLICCA QUI
 
 
Documenti 
 
- Una sintesi dei nuovi principi informatori della novellazione sui licenziamenti introdotte dal jobs actc.Tali argomenti saranno trattati nella sessione riguardante i recessi. Per scaricare il documento clicca qui
 
 
- Come ricordato in occasione del seminario sul Jobs Act del 27 gennaio, il Governo sta discutendo sul tema del riordino della disciplina del lavoro autonomo. Pubblichiamo qui di seguito l'ultima versione della bozza del relativo disegno di legge, su cui si  sviluppa la discussione. Sarà poi onere del Parlamento prendere in carico e discutere il testo definitivo del disegno e trasformarlo in provvedimento normativo. Per scaricare il documento clicca qui
 
 
 
 
 

 

 
Novità legislative dicembre 2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da Unianf   
Novità legislative a cura del Cav. Avv. Marco Valerio Santonocito
 
NOVITA legislative dicembre 2015 per scaricare il documento clicca qui 
 
Novità legislative novembre 2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da Unianf   
Novità legislative a cura del Cav. Avv. Marco Valerio Santonocito
 
NOVITA legislative novembre 2015 per scaricare il documento clicca qui 
 
IL RICORSO CONTRO IL REGOLAMENTO SPECIALIZZAZIONI PDF Stampa E-mail
Lunedì 23 Novembre 2015 18:06

In allegato il ricorso ANF avverso il regolamento del Ministero della Giustizia recante le disposizioni per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista, n. 144 del 12.8.2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15.9.2015.

Il ricorso è stato notificato in data 14.11.2015 e depositato in data 20.11.2015 (ric. n. 13776/15).

Link

 

 
Novità legislative ottobre 2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da Unianf   
Novità legislative a cura del Cav. Avv. Marco Valerio Santonocito
 
NOVITA legislative ottobre 2015 per scaricare il documento clicca qui 
 
Sentenza art. 14 l. cittadinananza PDF Stampa E-mail
Scritto da ANF ROMA   
Sabato 17 Ottobre 2015 08:28

La Camera dei deputati ha approvato la riforma della legge 91/92 sulla cittadinanza italiana. Le nuove norme, che passeranno ora all’esame del Senato, rendono di fatto più semplice e più facile l’acquisto della cittadinanza italiana per i minori stranieri nati in Italia. Tra le norme modificate anche l’art. 14 della legge 91/92 che attualmente subordina l’acquisto della cittadinanza italiana da parte dei minori figli di chi acquista o riacquista la cittadinanza al requisito della convivenza. In pratica la norma si rivelava (e si rivela) fortemente pregiudizievole, per es., per i minori costretti a vivere con un genitore piuttosto che con l’altro quando, a causa della separazione o divorzio,  il minore veniva affidato ad uno dei due genitori: se il genitore straniero non affidatario acquistava la cittadinanza italiana per naturalizzazione, il minore convivente con il genitore affidatario poteva vedersi negata la cittadinanza italiana ( a dire il vero molti comuni italiani, tra questi quello di Roma, non hanno aderito ad una interpretazione meramente letterale della norma riconoscendo la cittadinanza italiana al minore quando il genitore non affidatario conservava comunque con quest’ultimo un rapporto significativo). Ma si pensi anche ai genitori che per problemi comprensibilissimi (non solo la scelta di non far recidere del tutto il rapporto con il paese di origine ma a volte anche ragioni economiche) hanno deciso di far frequentare ai figli minori i cicli scolastici della scuola primaria e/o secondaria nei paesi di origine. Con la conseguenza in questo caso che, mancando il requisito della convivenza, se il genitore in Italia acquistava la cittadinanza, i figli minori ne rimanevano tagliato fuori. Il Tribunale Di Roma, I Sezione Civile, Giudice rel. Dott.ssa Monica Velletti, aveva già compreso il problema e anticipato la riforma ora al vaglio del Parlamento. Con la sentenza n. 44/2015, pubblicata il 27 marzo 2015, il Tribunale Civile di Roma ha riconosciuto la cittadinanza italiana ai tre figli minori di cittadino srilankese naturalizzato italiano. All’atto del giuramento del genitore, i figli erano in Sri Lanka per motivi di studio.  Il Tribunale muovendo dal presupposto che l’art. 14 non dà una definizione di convivenza ha proceduto ad una interpretazione della norma alla luce dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale in materia, riconoscendo che il legame tra padri e figli “può dunque estrinsecarsi non necessariamente in una convivenza fisica, bensì in un vincolo morale e spirituale tra genitore e figlio, dovendosi ravvisare in ciò l’esatto contenuto della convivenza stabile ed effettiva”. Sulla base di tale interpretazione del concetto di convivenza è stata dichiarata la cittadinanza dei minori.

Link alla sentenza

 
L’UFFICIO PER IL PROCESSO PDF Stampa E-mail
Scritto da ANF ROMA   
Sabato 17 Ottobre 2015 08:34

Il progetto: uno staff di supporto al lavoro del magistrato e uno strumento per migliorare la qualità del servizio ai cittadini.
Alle luce di numerose e positive esperienze maturate in diversi Paesi stranieri anche in Italia si è diffusa la consapevolezza che i magistrati hanno bisogno di uno staff che li coadiuvi nell’espletamento delle loro molteplici attività, complementari rispetto a quelle propriamente connesse alla giurisdizione.
Allo stesso modo è ormai accresciuta la consapevolezza che l’innovazione tecnologica non può portare ai risultati sperati in termini di efficienza e qualità del servizio se non è accompagnata da un valido supporto di risorse e soprattutto da un ripensamento delle logiche organizzative del lavoro.
L’ufficio per il processo si colloca dunque in tale riflessione sull’organizzazione del lavoro giudiziario, nella consapevolezza dell’importanza della creazione di uno staff del magistrato (e di strutture tecniche) a supporto dei processi di innovazione tecnologica e organizzativa.
La scelta legislativa sottesa all’introduzione delle misure di supporto alla creazione dell’ufficio per il processo, avviata con l’art. 50 del d.l. 90/2014 si innesta in una prassi virtuosa condotta in alcuni uffici giudiziari.
In tale contesto, il ministero, nell’ambito delle sue competenze, ha posto in essere un programma di interventi normativi e organizzativi per fornire strumenti, risorse e tecnologie per la costituzione da parte degli uffici di Tribunale e delle Corti di Appello di tali strutture organizzative.
Si tratta di una precisa scelta programmatica del ministro che mira ad una riformulazione di un paradigma organizzativo diverso, capace di coniugare tecnologie e apprendimento cognitivo, dinamica generazionale e avvio di itinerari professionali.
Non si tratta, quindi, di introdurre forme di episodica assistenza al magistrato ma di un progetto di razionalizzazione del servizio giustizia, con revisione dei moduli organizzativi del lavoro del magistrato e delle cancellerie, volto a dare impulso all’utilizzazione delle risorse informatiche e allo sviluppo delle tecnologie e dei progetti di innovazione negli uffici giudiziari.
La composizione dell’ufficio per il processo e attività
La struttura organizzativa dell’ufficio per il processo si nutrirà di varie professionalità, proprio perché plurime sono le finalità (assistenza al magistrato, supporto all’avvio delle tecnologie e innovazione organizzativa dei servizi di cancelleria):
 la magistratura onoraria
 i tirocinanti laureati
 i soggetti che hanno completato lo stage ex art. 37 comma 11 del decreto legge 98/2011
 il personale amministrativo
 i magistrati ausiliari per le corti di appello
Compiti specifici dei soggetti assegnati all’ufficio per il processo sono svolti nell’ambito e con riferimento alle competenze, attività e mansioni attribuite dalle rispettive normative di riferimento e per il personale amministrativo anche dalla contrattazione collettiva.
Gli interventi normativi del Ministro Orlando per la costruzione e l’implementazione dell’ufficio per il processo
Art. 50 del d.l. 90/2014: si indica la possibilità per Tribunali e Corti di Appello di costituire l’ufficio per il processo con varie categorie di soggetti.
Art 50 bis d.l. 90/2014: previsione di una borsa di studio, nei limiti delle risorse disponibili, per i giovani laureati che svolgono tirocinio presso il magistrato.
Art. 21 ter del d.l. 83/2015: inserimento presso l’ufficio per il processo di coloro che hanno svolto un percorso formativo in cancelleria con borsa di studio sino a 400 euro.
Disegno di legge sulla magistratura onoraria n.1738 Senato del 15 gennaio 2015: il giudice onorario, nei primi 4 anni del suo mandato, coadiuverà il giudice professionale, compiendo tutti gli atti preparatori, necessari o utili all’esercizio della funzione giurisdizionale, svolgendo attività e adottando provvedimenti delegati dal giudice professionale, nel rispetto delle direttive impartite da quest’ultimo. E’ inoltre prevista una sua partecipazione più organica all’esercizio della giurisdizione (partecipazione alle riunioni periodiche organizzate dal presidente del tribunale o da un giudice delegato, per la discussione delle questioni giuridiche più rilevanti e delle soluzioni adottate oltre che per favorire lo scambio di esperienze giurisprudenziali e di prassi innovative).
Decreto ministeriale 1 ottobre 2015 di prima attuazione dell’articolo 50 del dl. 90/14: offre la prima indicazione delle attività, finalità e modalità di inserimento dei vari soggetti nell’ufficio per il processo.
Decreto ministeriale 10 luglio 2015 e correttivo del 1 ottobre 2015 su borse di studio ai tirocinanti ex art. 73 del dl 69/2013: si stanziano 8 milioni di euro per le borse di studio a tali soggetti, per 400 euro mensili, nonché le modalità, il numero ed i criteri di assegnazione delle borse di studio.
Decreto ministeriale del 24 settembre 2014 di attuazione dell’art.21 ter dl. 83/15: si prevedono i criteri di inserimento di coloro che hanno svolto il periodo di perfezionamento di cui all'articolo 37, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, ai fini dello svolgimento di un ulteriore periodo formativo di 12 mesi, con assegnazione di borse di studio per un importo di euro 400 da attribuirsi e con possibilità di avere titolo preferenziale, a parità di merito, nei concorsi pubblici.
Le risorse finanziarie
 8.000.000,00 per borse di studio tirocinanti laureati
 7.813.000,00 per borse per stage di perfezionamento in cancelleria
 800.000,00 per ulteriore sviluppo della Consolle dell’assistente e per implementare la banca dati della giurisprudenza di merito
 1.000.000,00 circa per l’acquisto di PC, per la gestione amministrativa dei tirocinanti e per il consolidamento dei sistemi informatici
Ai 17 milioni già stanziati si andranno ad aggiungere 5 milioni provenienti dalle risorse europee provenienti dal PON Governance e Capacità istituzionale.
Le attività che si svolgeranno nelle strutture organizzative UPP
Attraverso le strutture organizzate dell’Ufficio per il processo, nell’ambito dell’autonomia dei singoli uffici giudiziari, potranno svolgersi tutti i compiti e le funzioni necessarie ad una maggiore assistenza all’attività giurisdizionale dei magistrati.
Le attività potranno quindi essere di vario contenuto, anche in relazione al soggetto che le svolge: ricerca dottrinale e dei precedenti giurisprudenziali, stesura di relazioni, massimazione di sentenze, collaborazione diretta con il magistrato per compiti strettamente ancillari all’attività di udienza e di preparazione della stessa, rilevazione dei flussi dei dati statistici, controllo della corretta gestione dei registri informatizzati e
ogni altra attività di supporto al processo civile telematico e all’informatizzazione del processo penale.
Le strutture dell’ufficio per il processo potranno essere organicamente inquadrate dagli uffici all’interno delle sezioni o delle altre unità organizzative degli uffici stessi, con modalità che potranno essere diverse ma non necessariamente alternative, anche in relazione alla figura dell’assistente addetto e all’attività di riferimento.
Potrà prevedersi, quindi, da un lato, la destinazione di alcuni soggetti all’affiancamento del singolo magistrato per compiti di assistenza e collaborazione diretta, e dall’altro, invece si potranno creare delle strutture o figure a servizio di tutta la sezione o unità organizzativa (ad es. servizi unici di massimazione delle sentenze della sezione, presidi unici di una o più sezioni per la gestione del processo telematico e dell’informatizzazione del settore penale, servizi di rilevazione statistica), nonché a supporto dell’attività propriamente di cancelleria.
Ufficio per il processo e innovazione tecnologica: consolle assistente e avvio infrastruttura banca dati di merito
In una fase in cui il Ministero della giustizia sta investendo in modo deciso sul processo civile telematico e nell’informatizzazione del processo penale, le risorse assegnate all’ufficio per il processo potranno essere di supporto e contribuire anche alla diffusione dell’innovazione tecnologica.
Il Ministero ha già realizzato un apposito applicativo che può essere utilizzato nel processo civile telematico: la consolle dell’assistente.
Con l’applicativo è possibile un “colloquio” informatico tra l’attività dell’assistente e quella del magistrato: l’assistente può elaborare appunti, ricerche, bozze ed inserirle nel fascicolo informatico di riferimento mettendole a disposizione immediata del magistrato che in tal modo riesce a gestirle in tempi più rapidi.
Le risorse destinate agli “stagisti di cancelleria”, assegnate con il decreto firmato il 24 settembre, potranno contribuire inoltre all’ulteriore sviluppo della digitalizzazione.
Altro importante risultato è lo stanziamento delle risorse finanziare per lo sviluppo delle tecnologie per l’avvio della “Banca dati della giurisprudenza di merito”.
E’ così finalmente possibile tramite il supporto degli assistenti, in specie dei tirocinanti, arrivare ad avere uno strumento per la conservazione dei precedenti giurisprudenziali
che consentirà l’arricchimento del bagaglio di conoscenze degli orientamenti della giurisprudenza degli uffici sul territorio.
Si consente così, per la prima volta, che la relazione territorio - ufficio non sia episodica, ovvero rimessa alle singole vicende giudiziarie, ma stabile, in quanto votata ad una rappresentazione costante, per cittadini, avvocati e imprese, dello stato della giurisprudenza locale.
Ciò comporta la riduzione del contenzioso esplorativo, con possibilità di scelte conciliative, anche con ricorso ai meccanismi di ADR, maggiormente consapevoli perché arricchiti dall’esperienza maturata nell’ufficio chiamato a decidere della futura lite.
I principali benefici per i vari soggetti
 tirocinanti laureati: il tirocinio è titolo idoneo all’accesso al concorso in magistratura e titolo di preferenza per i concorsi pubblici, borsa di 400 euro
 praticanti avvocati: equiparazione del tirocinio ad un anno di pratica legale e notarile e conoscenza dei sistemi di digitalizzazione della giustizia, crescita professionale condivisa
 avvocati e cittadini: maggiore efficienza dei servizi e per la conoscenza degli orientamenti giurisprudenziali anche in sede locale
 personale amministrativo: miglioramento qualitativo dei processi lavorativi, in specie quelli di relazione con il magistrato
 magistratura onoraria: crescita professionalizzante e specializzazione in vista dell’inserimento nelle funzioni giurisdizionali e diretta partecipazione nelle sezioni all’attività di discussione degli indirizzi giurisprudenziali e di diffusione di prassi innovative
 gli stagisti di cancelleria: acquisizione di un titolo preferenziale per i concorsi pubblici, borsa sino a 400 euro
I risultati attesi
Le prime sperimentazioni hanno consentito di verificare che una tendenziale riduzione delle pendenze del 15% circa, dato di assoluto rilievo se sommato all’elevata produttività dei magistrati italiani.
Gli obiettivi principiali sono:
 riduzione dell’arretrato e dei tempi dei processi
 efficienza nella gestione delle udienze e del lavoro giudiziario
 miglioramento dei servizi di cancelleria
 maggiore circolazione dei saperi e delle esperienze professionali
 banca dati di merito
L’ufficio per il processo è anche un intervento che consente ai giovani di avere un ulteriore opportunità di un itinerario formativo, affinché i giovani laureati possano acquisire strumenti di concretezza operativa a completamento della formazione universitaria. Formazione che consentirà maggiore consapevolezza e dinamismo culturale sull’innovazione tecnologica e organizzativa nelle future funzioni di magistrati, avvocati o altri operatori del diritto.

 

Link al documento

 
Ufficio del Processo (DM 2.10.2015) PDF Stampa E-mail
Scritto da ANF ROMA   
Domenica 11 Ottobre 2015 13:35

Di seguito il Decreto del Ministro della Giustizia del 2 ottobre 2015, contenente misure organizzative necessarie per il funzionamento dell’ufficio per il processo, unitamente alle schede illustrative.

Ne diamo notizia per dovere di informazione, anche se purtroppo non ne possiamo condividere i toni trionfalistici e non possiamo non manifestare uno scettiscismo di fondo dettato dalle esperienze pregresse.

In evidenza alcuni aspetti positivi, fra i quali l’affermazione di principio contenuta nella nota di accompagnamento sulla consapevolezza del Ministero che l’innovazione tecnologica non può portare ai risultati sperati in termini di efficienza e qualità del servizio, se non è accompagnata da un valido supporto di risorse e soprattutto da un ripensamento delle logiche organizzative del lavoro.

Fra i fatti concreti (in divenire), si segnala la realizzazione della consolle dell’assistente del giudice e soprattutto l’istituzione della “Banca dati della giurisprudenza di merito”, indicata come “rappresentazione costante, per cittadini, avvocati e imprese, dello stato della giurisprudenza locale. Ciò comporta la riduzione del contenzioso esplorativo, con possibilità di scelte conciliative, anche con ricorso ai meccanismi di ADR, maggiormente consapevoli perché arricchiti dall’esperienza maturata nell’ufficio chiamato a decidere della futura lite”.

Questi vanno visti come segnali positivi, più volte l’Anf ha provato a fare da collettore di giurisprudenza di merito, segnalando il grande vantaggio di conoscere gli orientamenti giurisprudenziali senza attendere la Corte di cassazione che spesso arriva troppo tardi, ma scontrandosi con le diffidenze e gli ostacoli della burocrazia.

Qui il link al documento completo in pdf

L’avvio della banca dati pubblica è però fissato solo al 31 dicembre 2016 !

Il problema si sa è però sempre legato alle disponibilità finanziarie per sostenere i progetti innovativi (le classiche “nozze con i fichi secchi”).

Nella relazione ministeriale si fa riferimento a 17 milioni già stanziati cui si andranno ad aggiungere 5 milioni provenienti dalle risorse europee provenienti dal PON Governance e Capacità istituzionale, nel testo del decreto però è riportato il solito mantra di ogni recente provvedimento normativo “All’attuazione delle disposizioni del presente decreto si provvede mediante l’utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio del Ministero della Giustizia” (art. 10).

Attendiamo fiduciosi, ma non troppo …

 
JOBS ACT Ultimo Atto PDF Stampa E-mail



Pubblichiamo sul sito Anf-Roma gli ultimi quattro decreti attuativi della legge 10 dicembre 2014, n. 183 (cd.  Jobs Act) unitamente alla nota esplicativa del Governo.

Naturalmente, come potete immaginare, non sono tutte rose e fiori come traspare dal commento di fonte governativa, ma sorgono una serie di problematiche che interessano anche noi avvocati.

Il gruppo di studio di Diritto del Lavoro dell’Anf sta approfondendo alcuni temi che saranno esposti in un seminario pubblico in fase di organizzazione.

Siamo aperti ai contributi di chi ritiene di condividere commenti sui quattro ultimi decreti (D.lgs n.  148/2015, ammortizzatori sociali; D.lgs n.  149/2015,  Ispettorato Nazionale del Lavoro; D.lgs n.   150/2015, Agenzia nazionale Politiche Attive; D.lgs n. 151/2015, razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità) nonchè sui quattro precedenti (D.lgs n. 22/2015, la riforma degli ammortizzatori sociali; D.lgs n.23/2015,  contratti a tutele crescenti; . D.lgs n. 80/2015, misure per la conciliazione della vita-lavoro; D.lgs n. 81/2015, il riordino dei contratti).

Molti dei decreti non avranno applicazione  immediata avendo a loro volta delegato ad ulteriori regolamenti governativi norme di attuazione nei successivi 45-90 giorni dall’entrata in vigore (24 settembre 2015).

Il Jobs Act è composto da  8 decreti legislativi che hanno dato attuazione alla legge Delega 10 dicembre 2014, n. 183

 I primi 4 decreti sono stati approvati tra il marzo ed il giugno del 2015 e riguardano:

 - la riforma degli ammortizzatori sociali,  D.lgs n. 22/2015

- i contratti a tutele crescenti, D.lgs n.23/2015

- misure per la conciliazione della vita-lavoro. D.lgs n. 80/2015 

- il riordino dei contratti D.lgs n. 81/2015

 

Gli ultimi 4 provvedimenti sono entrati in vigore il 24 settembre 2015.

 

 

Supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale, n. 221 del 23 settembre 2015 - Serie generale


1.         - D.lgs 14 settembre 2015, n. 148 Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.

2.         

3.        - D.lgs 14 settembre 2015, n. 149 Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.

4.         

5.        - D.lgs 14 settembre 2015, n. 150 Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183.

6.         

7.        - D.lgs 14 settembre 2015, n. 151 Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183

 

DECRETI ATTUATIVI DEL JOBS ACT

1. Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale


Il decreto legislativo prevede, al fine di razionalizzare e semplificare l’attività ispettiva, l’istituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro. L’Ispettorato ha personalità di diritto pubblico, ha autonomia di bilancio e “autonomi poteri per la determinazione delle norme concernenti la propria organizzazione ed il proprio funzionamento.


La principale funzione dell’Ispettorato nazionale, risiede nel coordinamento, sulla base di direttive emanate dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, della vigilanza in materia di lavoro, contribuzione e assicurazione obbligatoria. A tal fine, l’Ispettorato definisce tutta la programmazione ispettiva e le specifiche modalità di accertamento e detta le linee di condotta e le direttive di carattere operativo per tutto il personale ispettivo (compreso quello in forza presso INPS e INAIL). 
In supporto alla programmazione dell’attività di vigilanza svolta dall’Ispettorato, si prevede l’obbligo per l’INPS, l’INAIL e l’Agenzia delle entrate di mettere a disposizione dell’Ispettorato, anche attraverso l’accesso a specifici archivi informatici, dati e informazioni, sia in forma analitica che aggregata.
Al fine di rafforzare l’azione di coordinamento con altri organi preposti alla vigilanza si prevede:

  • la stipula di appositi protocolli,  anche con i servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali e delle agenzie regionali per la protezione ambientale onde  assicurare l’uniformità di comportamento ed una maggiore efficacia degli accertamenti ispettivi, evitando la sovrapposizione degli interventi;
  • l’obbligo per ogni altro organo di vigilanza che svolge accertamenti in materia di lavoro e legislazione sociale di raccordarsi con l’Ispettorato.

In ragione di un progressivo accentramento di tutte le funzioni ispettive presso l’Ispettorato nazionale del Lavoro, il personale ispettivo di INPS e INAIL è inserito in un ruolo ad esaurimento dei predetti Istituti con il mantenimento del trattamento economico e normativo in vigore e non potrà essere sostituito dagli Istituti. Pertanto, il reclutamento del personale ispettivo, dall’entrata in vigore dei decreti attuativi, sarà riservato esclusivamente all’Ispettorato del Lavoro.
Ulteriori disposizioni sono finalizzate alla semplificazione normativa in materia di ricorsi amministrativi e giudiziari riguardanti gli atti degli organi ispettivi.

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2. Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive

Viene istituita una Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, coordinata dalla nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), e formata dalle strutture regionali per le Politiche attive del Lavoro, dall’INPS, dall’INAIL, dalle Agenzie per il lavoro e dagli altri soggetti autorizzati all’attività di intermediazione, dagli enti di formazione, da Italia Lavoro, dall’ISFOL (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) nonché dal sistema delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, dalle università e dagli altri istituti di scuola secondaria di secondo grado. L’istituzione dell’ANPAL avverrà senza nuovi oneri a carico della finanza pubblica. Tutte le risorse necessarie al suo funzionamento saranno infatti trasferite dal Ministero del lavoro e dall’ISFOL, dei quali sarà effettuata una conseguente riorganizzazione.


Il Ministero del lavoro fisserà linee di indirizzo triennali ed obiettivi annuali in materia di politiche attive e definirà i livelli minimi che le prestazioni devono avere su tutto il territorio nazionale.
Per garantire i livelli essenziali di prestazioni in materia di servizi e politiche attive del lavoro,

Ministero del lavoro, Regioni e Province autonome definiranno, un Piano finalizzato all’erogazione delle politiche attive mediante l’utilizzo coordinato di fondi (nazionali, regionali e del Fondo Sociale Europeo). Allo stesso scopo il Ministero del lavoro stipulerà, con ogni Regione e con le Province autonome, una convenzione per regolare i rapporti e gli obblighi concernenti la gestione dei servizi per l’impiego e delle politiche attive del lavoro.

 
Il Ministero del lavoro controllerà quindi il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni su tutto il territorio nazionale e monitorerà le politiche occupazionali.

Sarà istituito un Albo nazionale dei soggetti accreditati a svolgere funzioni in materia di politiche attive del lavoro, un Sistema informativo delle politiche del lavoro e il fascicolo elettronico del lavoratore.


All’istituzione dell’Albo provvederà l’ANPAL; nello stesso vengono iscritte le agenzie per il lavoro e le agenzie che intendono operare nel territorio delle regioni che non abbiano istituito un proprio regime di accreditamento. L’obiettivo è quello di valorizzare le sinergie tra soggetti pubblici e privati e di rafforzare le capacità di incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Il Sistema informativo e il fascicolo elettronico del lavoratore mirano ad una migliore gestione del mercato del lavoro e del monitoraggio delle prestazioni erogate.

Per semplificare gli adempimenti per i datori di lavoro, si prevede che le comunicazioni di assunzione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro (comprese quelle relative alla gente di mare), dovranno essere effettuate in via telematica.

Le informazioni del Sistema informativo rappresenteranno la base per la formazione del fascicolo elettronico del lavoratore, liberamente accessibile da parte degli interessati.
Tutte le informazioni contenute nel Sistema informativo saranno messe a disposizione delle Regioni e delle Province.

Ci sarà anche un Albo nazionale degli enti accreditati a svolgere attività di formazione professionale.

Quanto ai Fondi interprofessionali e bilaterali che faranno anch’essi parte della Rete, l’ANPAL eserciterà la vigilanza su di essi, riferendo al Ministero del Lavoro.

In vista di un più efficace inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro si prevede che il Ministero del lavoro stipuli con ogni regione e con le province autonome una convenzione per la gestione dei servizi, prevedendo, in via transitoria, che i compiti, le funzioni e gli obblighi in materia di politiche attive del lavoro siano attribuiti a soggetti pubblici o privati accreditati, anche al fine di  svolgere, nei confronti dei disoccupati e dei soggetti a rischio di disoccupazione, attività di orientamento, ausilio, avviamento alla formazione e accompagnamento al lavoro.

Viene definito lo stato di lavoratore disoccupato, di lavoratore dipendente che subisce una riduzione di orario (in seguito all’attivazione di una procedura di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per integrazione salariale, contratto di solidarietà o interventi dei fondi di solidarietà) e di lavoratore a rischio di disoccupazione. Gli appartenenti a queste categorie verranno assegnati ad una classe di profilazione, allo scopo di valutarne il livello di occupabilità e saranno convocati dai Centri per l’impiego per la stipula di un Patto di servizio personalizzato. Il Patto dovrà inoltre riportare la disponibilità del richiedente a partecipare a iniziative di carattere formativo, di riqualificazione o di politica attiva e ad accettare congrue offerte di lavoro.

Per rafforzare la condizionalità delle erogazioni, la domanda di ASpI (Assicurazione Sociale per l'Impiego), NASpI (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego) o DIS-COLL (Disoccupazione per i collaboratori) equivarrà a dichiarazione di immediata disponibilità del lavoratore, e sarà inserita nel Sistema informativo delle politiche attive e dei servizi per l’impiego.
I beneficiari di prestazioni a sostegno del reddito, che non abbiano riottenuto una occupazione, saranno quindi chiamati a stipulare il Patto di servizio personalizzato.

La sottoscrizione del Patto di servizio personalizzato sarà necessaria anche ai fini della concessione dell’Assegno di disoccupazione (ASDI).

I beneficiari di prestazioni di sostegno al reddito che, senza giustificato motivo, non partecipano alle iniziative finalizzate a conseguirne l’inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro saranno soggetti a sanzioni che vanno dalla decurtazione, alla sospensione o decadenza dalle prestazioni.

Si prevede inoltre un Assegno di ricollocazione, a favore dei soggetti disoccupati, percettori della NASpI, la cui disoccupazione ecceda i quattro mesi. La somma, graduata in funzione del profilo di occupabilità, sarà spendibile presso i Centri per l’impiego o presso i soggetti accreditati a svolgere funzioni e compiti in materia di politiche attive del lavoro. L’assegno non costituirà reddito imponibile.
Ancora, i lavoratori titolari di strumenti di sostegno del reddito potranno essere chiamati a svolgere attività di servizio nei confronti della collettività nel territorio del Comune di residenza.
L'utilizzo dei lavoratori in tali attività non determinerà l'instaurazione di un rapporto di lavoro. A questi lavoratori spetterà un importo mensile, pari all’assegno sociale, erogato dall’INPS.

Si riordina infine la normativa in materia di incentivi all’occupazione con la previsione della istituzione, presso l’ANPAL, di un Repertorio nazionale degli incentivi all’occupazione. Vengono definiti i principi generali di fruizione degli incentivi al fine di garantire un’omogenea applicazione; si provvede alla razionalizzazione e al rifinanziamento di quelli finalizzati a promuovere i contratti di apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale, di alta formazione e ricerca e l’alternanza scuola lavoro.

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3. Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità


Le disposizioni contenute nel decreto possono essere suddivise in tre gruppi fondamentali.

Semplificazioni di procedure e adempimenti

a)      Razionalizzazione e semplificazione dell’inserimento mirato delle persone con disabilità, con l’obiettivo di superare i problemi di funzionamento che la disciplina finora vigente ha evidenziato.

Le linee caratterizzanti l’intervento riguardano:

  • la possibilità per i datori di lavoro privati, in linea con quanto richiesto dal Parlamento, di assumere i lavoratori con disabilità mediante la richiesta nominativa, ma non di effettuare l’assunzione diretta (potranno essere assunti solo disabili inseriti nelle apposite liste). Viene altresì introdotta la possibilità di computare nella quota di riserva i lavoratori disabili che abbiano una riduzione della capacità lavorativa di una certa entità anche se non assunti tramite le procedure del collocamento mirato;
  • l’integrale revisione della procedura di concessione dell’incentivo per le assunzioni dei disabili, prevedendo la corresponsione diretta e immediata dell’incentivo al datore di lavoro da parte dell’INPS mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili. Si rafforzano gli incentivi per l’assunzione dei disabili, con una durata più lunga in caso di assunzione di persone con disabilità intellettiva e psichica.

b) Razionalizzazione e semplificazione in materia di costituzione e gestione del rapporto di lavoro.

I principali interventi riguardano:

  • la tenuta, a decorrere dal 1° gennaio 2017, del libro unico del lavoro in modalità telematica presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
  • la previsione che tutte le comunicazioni in materia di rapporti di lavoro, collocamento mirato, tutela delle condizioni di lavoro, incentivi, politiche attive e formazione professionale, ivi compreso il nulla osta al lavoro subordinato per cittadini extracomunitari nel settore dello spettacolo, siano effettuate esclusivamente in via telematica mediante modelli semplificati;
  • il potenziamento della Banca dati politiche attive e passive;
  • l’abolizione dell’autorizzazione al lavoro all’estero e la semplificazione del collocamento della gente di mare.

c) Razionalizzazione e semplificazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Le principali modifiche riguardano:

  • la revisione della composizione del Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, al fine di semplificare e snellire le procedure di designazione dei membri;
  • la riduzione dei componenti della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, l’introduzione di una nuova procedura di ricostituzione della Commissione e un aggiornamento delle funzioni ad essa istituzionalmente attribuite;
  • la messa a disposizione al datore di lavoro, da parte dell’Inail, anche in collaborazione con le aziende sanitarie locali per il tramite del Coordinamento Tecnico delle Regioni, di strumenti tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli di rischio;
  • lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione degli incendi e di evacuazione, anche nelle imprese o unità produttive che superano i cinque lavoratori;
  • il miglioramento del processo di acquisizione delle informazioni necessarie per il calcolo del premio assicurativo attraverso la realizzazione di un apposito servizio sul portale dell’INAIL;
  • la trasmissione all’INAIL del certificato di infortunio e di malattia professionale esclusivamente per via telematica, con conseguente esonero per il datore di lavoro;
  • la trasmissione all’autorità di pubblica sicurezza delle informazioni relative alle denunce di infortunio mortali o con prognosi superiore a trenta giorni a carico dell’INAIL, esonerando il datore di lavoro;
  • l’abolizione dell’obbligo di tenuta del registro infortuni, anticipando la soppressione dell’obbligo, connessa, nelle intenzioni del legislatore, alla emanazione del decreto interministeriale istitutivo del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP).

d) Revisione delle sanzioni in materia di lavoro e legislazione sociale.

I principali interventi riguardano:

  • la modifica alla c.d. maxisanzione per il lavoro “nero” con l’introduzione degli importi sanzionatori “per fasce”, anziché legati alla singola giornata di lavoro irregolare e la reintroduzione della procedura di diffida, che consente la regolarizzazione delle violazioni accertate. La regolarizzazione è subordinata al mantenimento al lavoro del personale “in nero” per un determinato periodo di tempo;
  • la modifica al c.d. provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, favorendo una “immediata eliminazione degli effetti della condotta illecita, valorizzando gli istituti di tipo premiale”;
  • si chiariscono le nozioni di omessa registrazione e infedele registrazione sul libro unico del lavoro e si modifica il regime delle sanzioni;
  • si modificano le sanzioni in materia di consegna del prospetto paga;

Disposizioni in materia di rapporto di lavoro

I principali interventi riguardano:

  • la revisione della disciplina dei controlli a distanza del lavoratore, con un intervento sull’art. 4 dello Statuto dei lavoratori per adeguare la disciplina all’evoluzione tecnologica, nel rispetto delle disposizioni in materia di privacy;
  • la possibilità per i lavoratori di cedere, a titolo gratuito, ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, che svolgono mansioni di pari livello e categoria, i riposi e le ferie maturati, con esclusione dei giorni di riposo e di ferie minimi garantiti dalla legge, al fine di assistere i figli minori che, per le particolari condizioni di salute, hanno bisogno di assistenza e cure costanti da parte dei genitori;
  • l’introduzione con decreto ministeriale, per i lavoratori del settore privato, di ipotesi di esenzione dal rispetto delle fasce di reperibilità in caso di malattia, così come avviene per i lavoratori del settore pubblico;
  • l’introduzione di modalità semplificate per effettuare le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, esclusivamente con modalità telematiche su appositi moduli resi disponibili dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali attraverso il sito istituzionale. Nessun’altra forma di effettuazione di dimissioni sarà più valida: in questo modo si assesta un colpo decisivo alla pratica delle dimissioni in bianco che ha finora colpito, in particolare, le donne lavoratrici.

Disposizioni in materia di pari opportunità

I principali interventi riguardano:

  • la revisione dell’ ambito territoriale di riferimento delle consigliere di parità provinciali in vista della soppressione delle province;
  • la modifica della composizione e delle competenze del Comitato nazionale di parità;
  • la modifica delle competenze e della procedura di designazione e nomina delle consigliere, semplificando l’iter di nomina e superando le incertezze dovute alla precedente formulazione;
  • l’introduzione del principio secondo cui per le consigliere di parità non trova applicazione lo spoil system di cui all’art. 6, comma 1, della legge n. 145/2002;
  • la ridistribuzione fra gli enti interessati degli oneri per il sostegno alle attività delle consigliere;
  • l’introduzione della Conferenza nazionale delle consigliere di parità, per rafforzare e accrescere l'efficacia della loro azione, e consentire lo scambio di informazioni, esperienze e buone prassi. La Conferenza sostituisce la Rete delle consigliere e opera senza oneri per la finanza pubblica.

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4. Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro.

Le disposizioni contenute nel decreto sono improntate a tre obiettivi:

  • Inclusione di lavoratori e imprese
  • Semplificazione e certezze per le imprese
  • Razionalizzazione delle integrazioni salariali

Inclusione di lavoratori e imprese

Il decreto rende strutturale la NASpI a 24 mesi per sempre.

La NASpI, la nuova indennità in vigore dal 1 maggio 2015, è uno dei sussidi di disoccupazione più inclusivi d’Europa: oltre il 97% degli assicurati la ottiene, se perde il lavoro. Rispetto alle indennità precedenti (ASpI e miniASpI), il 70% dei beneficiari ottiene una prestazione che dura almeno un mese in più di prima. Inoltre, come ripetutamente affermato dal governo, il decreto introduce una salvaguardia, per il solo 2015, della durata della NASpI con riferimento ai lavoratori stagionali del settore del turismo e degli stabilimenti termali.

Il decreto mette a regime e rende strutturali (cioè finanzia per sempre) altre importanti misure di politica sociale:

  • le misure di conciliazione dei tempi di cura, di vita e di lavoro (tra le quali l’estensione del congedo parentale);
  • l’assegno di disoccupazione (ASDI), che fornisce un reddito sino a sei mesi ai beneficiari di NASpI con figli minori o ultracinquantacinquenni che esauriscono il sussidio senza avere trovato lavoro e hanno un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) inferiore a 5.000 euro all’anno;
  • il fondo per le politiche attive del lavoro.

Infine, il decreto estende le integrazioni salariali in caso di riduzione o sospensione dell’orario di lavoro a 1.400.000 lavoratori e 150.000 datori di lavoro in precedenza esclusi da queste tutele. Questo risultato viene ottenuto estendendo la cassa integrazione agli apprendisti assunti con contratto di apprendistato professionalizzante e includendo nei fondi di solidarietà tutti i datori di lavoro che occupano più di 5 dipendenti, anziché, come in precedenza, più di 15.

Semplificazione e certezze per le imprese


Il decreto introduce un unico testo normativo di 47 articoli per la cassa integrazione e per i fondi di solidarietà, abrogando oltre 15 leggi e norme stratificatesi negli ultimi 70 anni, dal 1945 a oggi. Ciò costituisce una semplificazione enorme per imprese, consulenti e potenziali investitori esteri: la disciplina delle integrazioni salariali è contenuta in un unico testo.

Questo lavoro è stato completato anche grazie alla collaborazione con le commissioni parlamentari di Camera e Senato. Il Governo ha accolto la maggior parte delle osservazioni del Parlamento, su questo come su tutti gli altri aspetti del decreto.

Viene inserita nel decreto la disciplina della solidarietà espansiva, attualizzandola all’ordinamento giuridico vigente, rendendo così più agevoli eventuali interventi futuri in materia.

Con il decreto si realizza anche una maggiore certezza per le imprese e per lo Stato: si prevede che l’impresa provveda al conguaglio delle integrazioni pagate ai lavoratori o ne richieda il rimborso entro 6 mesi dalla fine del periodo di cassa integrazione.

Per quanto riguarda la Cassa integrazione ordinaria (CIGO), il decreto prevede una semplificazione delle procedure di autorizzazione, con l’abolizione delle commissioni provinciali e l’autorizzazione dei trattamenti direttamente da parte dell’INPS. La domanda di CIGO deve avvenire entro 15 giorni dall’avvio della riduzione o sospensione.

Per quanto riguarda la Cassa integrazione straordinaria (CIGS), sono introdotte varie semplificazioni.

Semplificazione procedure di consultazione sindacale:

  • all’atto della comunicazione alle associazioni sindacali, viene meno l’obbligo per l’impresa di comunicare i criteri di individuazione dei lavoratori da sospendere e le modalità di rotazione;
  • per quanto riguarda i criteri di scelta e rotazione, viene stabilito che la congruità dei criteri di scelta si valuta sulla coerenza con le ragioni per cui viene richiesto l’intervento;
  • vengono abrogate le norme sulla rotazione, complicatissime e di difficile attuazione, e le sanzioni che ne conseguivano. D’ora in poi, le sanzioni (semplificate) si applicano solo per il mancato rispetto delle modalità di rotazione concordate nell’esame congiunto.

Semplificazione procedure autorizzazione:

  • sarà possibile richiedere CIGS per tutto il periodo necessario (direttamente 24 mesi per riorganizzazione). Per i contratti di solidarietà (che diventano una causale di CIGS, prendendone tutte le regole), anche 36 mesi di fila in presenza di determinate condizioni (vedi oltre).

Certezza dei tempi:

  • la CIGS parte 30 giorni dopo la domanda (per le richieste presentate a decorrere dal 1 novembre 2015).

Semplificazione dei controlli:

  • un unico controllo tre mesi prima della fine del periodo di cassa.

Il decreto consente infine di partire effettivamente con i fondi di solidarietà destinati a fornire le integrazioni salariali a datori di lavoro e loro lavoratori non coperti dalla cassa integrazione. Qui gli interventi e le semplificazioni sono tali da suggerire una trattazione apposita, nella scheda al fondo.

Razionalizzazione delle integrazioni salariali

Viene prevista una revisione della durata massima complessiva delle integrazioni salariali: per ciascuna unità produttiva, il trattamento ordinario e quello straordinario di integrazione salariale non possono superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile. Utilizzando la CIGS per causale contratto di solidarietà tale limite complessivo può essere portato a 36 mesi nel quinquennio mobile, perché la durata dei contratti di solidarietà viene computata nella misura della metà per la parte non eccedente i 24 mesi e per intero per la parte eccedente.

Esempi:

  • 12 mesi di CIGO+12 mesi di CIGS (es. riorganizzazione): stop a 24 mesi
  • 12 mesi di CIGO+24 mesi di CDS (Contratto di Solidarietà): ok 36 mesi
  • 12 mesi di CIGS (es. crisi)+24 mesi di CDS: ok 36 mesi
  • 36 mesi di CDS: ok
  • 12 mesi di CIGO+12 mesi di CDS: possibili altri 6 mesi di CIGO/ CIGS oppure altri 12 mesi di CDS

Nel settore edile, la durata massima complessiva della cassa ordinaria e straordinaria è stabilito in 30 mesi per ciascuna unità produttiva, in considerazione delle specificità di tale settore che tipicamente non consentono l’utilizzo dei contratti di solidarietà.

Il decreto prevede un meccanismo di responsabilizzazione delle imprese attraverso le aliquote del contributo d’uso (contributo addizionale). Viene infatti previsto un contributo addizionale del 9% della retribuzione persa per i periodi di cassa (cumulando CIGO, CIGS e contratti di solidarietà) sino a un anno di utilizzo nel quinquennio mobile; del 12% sino a due anni e del 15% sino a tre. Il contributo addizionale non è dovuto nei casi di eventi oggettivamente non evitabili.

A fronte di questo incremento progressivo del contributo addizionale, viene introdotta per la CIGO una riduzione generalizzata del 10% sul contributo ordinario pagato su ogni lavoratore (la CIGS è strutturalmente a carico della fiscalità generale). L’aliquota del contributo ordinario pagato da tutte le imprese indipendentemente dall’utilizzo della cassa passa quindi dall'1,90% all'1,70% della retribuzione per le imprese fino a 50 dipendenti; dal 2,20% al 2% per quelle sopra i 50; dal 5,20% al 4,70% per l'edilizia.

Viene previsto, sia per la CIGO che per la CIGS, il divieto di autorizzare l’integrazione salariale per tutte le ore lavorabili da tutti i lavoratori per tutto il periodo disponibile. In sostanza viene introdotto il divieto della cassa a zero ore per tutto il personale per tutto il periodo di cassa disponibile. Tale divieto, che per la CIGS non si applica per i primi 24 mesi dall’entrata in vigore del decreto, serve anche a favorire la rotazione nella fruizione del trattamento di integrazione salariale, nonché il ricorso alla riduzione dell’orario di lavoro rispetto alla sospensione.

Per la CIGS, il decreto razionalizza la disciplina delle causali di concessione del trattamento. L’intervento straordinario di integrazione salariale può essere concesso per una delle seguenti tre causali:

  • riorganizzazione aziendale (che riassorbe le attuali causali di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale), nel limite di 24 mesi in un quinquennio mobile;
  • crisi aziendale, nel limite di 12 mesi in un quinquennio mobile. A decorrere dal 1° gennaio 2016, non può più essere concessa la CIGS nei casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa. Viene previsto tuttavia un fondo di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, che consente la possibilità di autorizzare, previo accordo stipulato in sede governativa, un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria per una durata massima rispettivamente di dodici mesi nel 2016, nove nel 2017 e sei nel 2018, qualora al termine del programma di crisi aziendale l’impresa cessi l’attività produttiva, ma sussistano concrete prospettive di rapida cessione dell’azienda e di un conseguente riassorbimento occupazionale;
  • contratto di solidarietà, sino a 24 mesi in un quinquennio mobile, che possono diventare 36 se l’impresa non utilizza CIGO o altre causali di CIGS nel quinquennio. Gli attuali contratti di solidarietà di tipo “A”, previsti per le imprese rientranti nell’ambito di applicazione della CIGS, diventano quindi una causale di quest’ultima e ne mutuano integralmente le regole in termini di misura della prestazione e di contribuzione addizionale. La riduzione media oraria non può essere superiore al 60 per cento dell’orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati al contratto di solidarietà. Viene inoltre previsto, a tutela del lavoratore, che per ciascun lavoratore, la percentuale di riduzione complessiva dell’orario di lavoro non può essere superiore al 70 per cento nell’arco dell’intero periodo per il quale il contratto di solidarietà è stipulato.

Infine, il decreto introduce meccanismi di attivazione dei beneficiari di integrazioni salariali e condizionalità delle prestazioni: nello specifico, i lavoratori beneficiari di integrazioni salariali (cassa integrazione o fondi di solidarietà) per i quali è programmata una sospensione o riduzione superiore al 50% dell’orario di lavoro nell’arco di un anno sono convocati dai centri per l’impiego per la stipula di un patto di servizio personalizzato. Questo patto di servizio, come previsto dal decreto sulle politiche attive, è più leggero di quello rivolto ai disoccupati, ed è volto in primo luogo a fornire iniziative di formazione e riqualificazione, anche in concorso con le imprese e i fondi interprofessionali.

Transizione
Il decreto prevede una transizione alle nuove disposizioni. Di seguito gli aspetti più rilevanti.
Le nuove regole si applicano solo ai trattamenti richiesti a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto. Ai trattamenti pregressi si applicano le norme previgenti, e le loro durate si computano ai fini del limite massimo di durata complessiva nel quinquennio mobile solo per il periodo successivo alla data di entrata in vigore del decreto. In altri termini, nel nuovo quinquennio mobile non si computano i periodi fruiti in passato: si riparte da zero. Quindi i nuovi limiti di durata incidono dalla fine del 2017, non prima.
Il divieto delle zero ore di CIGS per tutti per l’intero periodo autorizzato entra in vigore solo fra 2 anni (a fine 2017).

Gli accordi sindacali conclusi prima dell’entrata in vigore del decreto (anche se la cassa non è ancora stata autorizzata) restano validi anche qualora prevedano durate maggiori. I periodi fruiti dall’entrata in vigore del decreto si computano però ai fini dei nuovi limiti.

La disposizione che prevede che la domanda di CIGS debba avvenire 30 giorni prima dell’avvio della riduzione o sospensione si applica ai trattamenti straordinari di integrazione salariale richiesti a decorrere dal 1° novembre 2015, così da dare modo alle imprese di adeguarsi al nuovo regime.
Per gli accordi conclusi e sottoscritti in sede governativa entro il 31 luglio 2015, riguardanti casi di rilevante interesse strategico per l’economia nazionale che comportino notevoli ricadute occupazionali, tali da condizionare le possibilità di sviluppo economico territoriale, e il cui piano industriale abbia previsto l’utilizzo di trattamenti straordinari di integrazione salariale oltre i limiti di durata previsti dal decreto, su domanda di una delle parti firmatarie dell’accordo, ed entro il limite di spesa di 90 milioni di euro per l’anno 2017 e di 100 milioni di euro per l’anno 2018, può essere autorizzata, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, la prosecuzione dei trattamenti di integrazione salariale per la durata e alle condizioni certificate da un’apposita commissione istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.


Disposizioni in materia di fondi di solidarietà bilaterali


I principali interventi riguardano:

  • l’obbligo di estendere entro il 31 dicembre 2015 i fondi di solidarietà bilaterali per tutti i settori che non rientrano nell’ambito di applicazione delle integrazioni salariali ordinarie o straordinarie, in relazione ai datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 dipendenti (attualmente l’obbligo è previsto in relazione ai datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti);
  • la previsione che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, il fondo di solidarietà residuale (ossia il fondo che opera per  tutti i settori i quali, oltre a non rientrare nell’ambito di applicazione delle integrazioni salariali ordinarie o straordinarie, non abbiano costituito fondi di solidarietà bilaterali) assume la denominazione di Fondo di Integrazione Salariale ed è soggetto a una nuova disciplina. Gli aspetti salienti di tale nuova disciplina sono i seguenti:
    • rientrano nell’ambito di applicazione del Fondo di Integrazione Salariale i datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 dipendenti (attualmente, invece, rientrano nell’ambito di applicazione del fondo di solidarietà residuale i datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti), a fronte del pagamento di un’aliquota dello 0,45% della retribuzione a partire dal 2016 (per le imprese oltre i 15 dipendenti, l’aliquota sarà dello 0,65%);
    • il Fondo di Integrazione Salariale garantisce, a decorrere dal 1° gennaio 2016, l’erogazione di una nuova prestazione, ossia l’assegno di solidarietà. Si tratta di una integrazione salariale corrisposta - per un periodo massimo di 12 mesi in un biennio mobile - ai dipendenti di datori di lavoro che stipulano con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative accordi collettivi aziendali che stabiliscono una riduzione dell’orario di lavoro, al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale o di evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo: tale nuova prestazione sostituisce i contratti di solidarietà di tipo “B”, ossia quelli stipulati dalle imprese non rientranti nell’ambito di applicazione della CIGS. I datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 e fino a 15 dipendenti possono richiedere l’assegno di solidarietà per gli eventi di sospensione o riduzione di lavoro verificatisi a decorrere dal 1° luglio 2016;
    • nel caso di lavoratori che occupano mediamente più di 15 dipendenti, il Fondo di Integrazione Salariale garantisce l’ulteriore prestazione consistente nell’assegno ordinario, per una durata massima di 26 settimane in un biennio mobile, in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa previste dalla normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie (ad esclusione delle intemperie stagionali) e straordinarie (limitatamente alle causali per riorganizzazione e crisi aziendale);
  • revisione della disciplina dell’assegno ordinario corrisposto dai fondi di solidarietà bilaterali: i fondi (diversi dal fondo di integrazione salariale) stabiliscono la durata massima della prestazione, non inferiore a 13 settimane in un biennio mobile e non superiore, a seconda della casuale invocata, alle durate massime previste per la CIGO e la CIGS (attualmente, invece, l’assegno ordinario, a prescindere dalla causale invocata, non può eccedere la durata massima prevista per la CIGO);
  • introduzione di requisiti di competenza ed assenza di conflitto di interesse per gli esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, quali membri dei comitati amministratori dei fondi di solidarietà bilaterali (ivi compreso il fondo di integrazione salariale);
  • introduzione di requisiti di onorabilità per tutti i membri dei comitati amministratori del Fondo di Integrazione Salariale e dei fondi di solidarietà bilaterali;
  • la previsione che, se i comitati amministratori dei vari fondi non sono costituiti entro il 30 novembre 2015, il Ministro del lavoro nomini un commissario straordinario, così da garantire l’avvio del sistema dei fondi a decorrere dal 1 gennaio 2016;
  • la previsione che, entro il 31 dicembre 2015, i fondi bilaterali alternativi al sistema sin qui descritto, operanti nei settori della somministrazione di lavoro e dell’artigianato eroghino almeno una prestazione tra l’assegno ordinario per 13 settimane nel biennio o l’assegno di solidarietà per 26 settimane nel biennio, prevedendo un’aliquota di contribuzione al fondo dello 0,45% (diviso tra azienda e lavoratore secondo un accordo lasciato alle parti sociali). Tali fondi, così come i fondi di solidarietà bilaterali, possono inoltre erogare prestazioni integrative rispetto alle prestazioni di disoccupazione, oppure nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo dei lavoratori prossimi all’età di pensionamento. Al settore della somministrazione di lavoro è data la possibilità di utilizzare quota parte del contributo al fondo Formatemp, previsto dal dlgs 276 del 2003, per il versamento del contributo al fondo di solidarietà. In tal caso, il contributo può essere posto interamente a carico del datore di lavoro e l’aliquota di contribuzione non può essere inferiore allo 0,30%;
  • L’introduzione della possibilità per le Province autonome di Trento e Bolzano di sostenere l’istituzione di un fondo di solidarietà territoriale intersettoriale cui, salvo diverse disposizioni, si applica la disciplina prevista per i fondi di solidarietà bilaterali di cui all’articolo 26 del decreto.

 

 

 

 

 

Fonte : Governo Italiano

 

 
Novità legislative settembre 2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da Unianf   
Novità legislative a cura del Cav. Avv. Marco Valerio Santonocito
 
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news Cassa Forense PDF Stampa E-mail
Scritto da ANF ROMA   
Giovedì 23 Luglio 2015 13:50

Iniziativa di Cassa Forense per modificare la situazione attuale che consente all'INPS di beneficiare di contributi, versati da colleghi, che una volta passati a Cassa Forense non possono oggi conseguire nè la ricongiunzione, nè un trattamento previdenziale a carico INPS. Il Presidente di Cassa Forense chiede al Ministro del Lavoro l'apertura di un tavolo tecnico per eliminare l'attuale impossibilità di ricongiungere in entrata i contributi versati alla gestione separata INPS.

 

Il documento completo a questo link

 
Novità legislative luglio agosto 2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da Unianf   
Novità legislative a cura del Cav. Avv. Marco Valerio Santonocito
 
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Novità legislative giugno 2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da Unianf   
Novità legislative di settembre a cura del Cav. Avv. Marco Valerio Santonocito
 
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Sintesi glossata D.L. 83/2015 per scaricare il documento clicca qui
 
 
JOBS ACT E DINTORNI PDF Stampa E-mail
Scritto da ANF ROMA   
Venerdì 12 Giugno 2015 17:16

Decreti attuativi del Jobs Act

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Novità legislative aprile maggio 2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da Unianf   
Novità legislative di settembre a cura del Cav. Avv. Marco Valerio Santonocito
 
NOVITA legislative aprile maggio 2015 per scaricare il documento clicca qui 
 
 
IL BONUS BEBE' PER I PROFESSIONISTI PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Maggio 2015 16:08

La misura del bonus prevista nella legge di stabilità per il 2015 ammonta ad Euro 80 al mese per tre anni, per nuclei con situazione economica corrispondente ad un ISEE non superiore ad Euro 25.000 annui e si raddoppia ad Euro 160,00 al mese per un ISEE non superiore ad Euro 7.000.

Tale misura di sostegno potrà essere richiesta dalle Colleghe e si affianca a quelle erogate dalla Cassa Forense come l’indennità di maternità e l’esonero dai contributi minimi.

L’INPS, come da circolare n. 93 dell’ 8/5/2015, ha avviato l’acquisizione delle domande volte ad ottenere l’assegno a sostegno delle nuclei familiari nei quali, successivamente al 1 gennaio 2015 e sino a tutto il 31 dicembre 2017, sia nato o sia entrato a farne parte un bambino.

Clicca qui per scaricare la circolare in versione integrale

 
Convenzione ANF - JPost PDF Stampa E-mail
Scritto da ANF ROMA   
Venerdì 15 Maggio 2015 17:50

Ritiro della posta a studio anche per la notifica ex legge 53/92 degli atti giudiziari.
Un servizio a costi ridotti rispetto a quelli delle Poste spa a prezzi ancora più vantaggiosi per i soci ANF.
Un ulteriore motivo per associarsi.

Scarica qui il volantino della convenzione

 
NUOVO REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE SANZIONI PDF Stampa E-mail
Scritto da ANF ROMA   

Ampliate le forme di rateizzazione
Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha approvato la modifica dell'art. 17 Nuovo Regolamento per la disciplina delle sanzioni deliberata nell'ottobre scorso dal Comitato dei Delegati di Cassa Forense.
 

In sintesi:
In caso di accertamento per adesione e di regolarizzazione spontanea (artt. 13 e 14), l'iscritto con obbligo di pagamento ha la facoltà, entro il termine previsto, di chiedere la rateazione, con valore di riconoscimento del debito, fino a un massimo di tre anni, oltre gli ulteriori interessi nella misura del 2,75% ovvero del tasso legale, se superiore, fermo restando il contestuale versamento in acconto di almeno il 20% del dovuto, a pena di irricevibilità della richiesta di rateazione. In caso di mancato pagamento entro i termini di scadenza, anche di una sola rata, decadrà il beneficio della rateazione accordata e dell'agevolazione della riduzione delle sanzioni. Il professionista non potrà fruire di tali benefici, qualora abbia già in corso una rateazione di somme dovute a seguito di provvedimenti sanzionatori;
In caso di somme debitorie accertate superiori a euro 10.000,00 la rateazione può essere concessa fino a un massimo di 5 anni;
Le nuove norme saranno applicabili, a richiesta dell'interessato, anche in caso di accertamento già avviato da Cassa Forense alla data di entrata in vigore della presente disposizione e non definito ai sensi dell'art. 13, qualora il debito non sia stato già iscritto al ruolo.
Non è ammessa la rateazione se la somma complessivamente dovuta è inferiore a euro 1.000,00 nonché, nei casi previsti dall'art. 8, 3° e 4° comma (riduzione delle sanzioni per omesso versamento di contributi accertato dai controlli incrociati con il Fisco);

Prosegue l’approvazione da parte di Cassa Forense di  strumenti per consentire ai colleghi  di costruire la propria posizione previdenziale, ll presidente di Cassa Forense, sottolinea come in breve tempo siano stati approvati i Regolamenti per i contributi, per l'Assistenza, per il riscatto e le sanzioni. , L’avv. Nunzio Luciano ringrazia il Ministero del Lavoro, augurandosi che approvi rapidamente il Nuovo Regolamento sull’Assistenza, deliberato dal Comitato dei Delegati,  per proseguire nel progetto di welfare forense con interventi a favore dell’intera categoria.

 

 
PIÙ CONVENIENTE IL RISCATTO DI ANNI DI ISCRIZIONE AI FINI PENSIONISTICI PDF Stampa E-mail
Scritto da ANF ROMA   
Domenica 19 Aprile 2015 16:22

Raddoppia la rateizzazione degli anni riscattati e diminuisce il tasso di interesse.

L’11.4.15 è stato pubblicato sulla G.U. il nuovo Regolamento per il riscatto , approvato dal Ministero del Lavoro il 17.3.2015 deliberato il 19.12.2014 dal Comitato dei Delegati di Cassa Forense.
E’ oggi possibile rateizzare l'importo per il riscatto di annualità di iscrizione fino a 10 anni, contro i cinque previsti sino ad oggi.
Gli interessi dovuti saranno più bassi calcolati infatti nella misura del 2,75% annuo, anziché del 4% previsto in precedenza. Il tasso così determinato sarà mantenuto per l'intero periodo della rateazione.
Gli anni per i quali è esercitato il riscatto comportano un aumento di anzianità di iscrizione e contribuzione pari al numero degli anni riscattati. 
E’ possibile riscattare gli anni relativi al corso di laurea, al praticantato con o senza abilitazione e all'eventuale servizio militare prestato. E’ pertanto possibile anche a chi si è iscritto tardivamente alla Cassa maturare il diritto ad una pensione retributiva.
Le nuove norme saranno applicabili, a richiesta dell'interessato, anche alle domande di riscatto già presentate, per le quali non sia ancora scaduto il termine per il pagamento della prima rata.
La nuova cultura previdenziale di Cassa Forense passa anche attraverso un’attenzione alle gravi difficoltà in cui versano i colleghi a causa della crisi economica.
Riteniamo di farvi cosa utile allegandovi il regolamento. Siamo a disposizione dei colleghi per ogni approfondimento.

Qui il link al documento completo


Avv Giancarlo Renzetti Presidente Anf Roma – Delegato Cassa Forense 
Avv Marco Lepri Segretario Anf Roma

 
Servizio Depositi Telematici PDF Stampa E-mail

Presso il Box Notifiche in Via Damiata 2 si effettuano

DEPOSITI TELEMATICI:

PIGNORAMENTO PRESSO TERZI
DECRETO INGIUNTIVO
MEMORIE 183 e 190
ISTANZA DI ESECUTORIETA' DI

E’ necessario essere muniti di
1) Dispositivo di firma digitale e relativo pin
2) Credenziali di accesso alla PEC del depositante
3) Documentazione del deposito in formato digitale (atto in pdf ed allegati)

Il deposito è effettuabile presso tutti i Tribunali italiani.
Chi avesse necessità di scansionare la documentazione cartacea può contattare le addette al box per ulteriori informazioni.

 

 
CONVENZIONE SERVIZIO DI FATTURAZIONE P.A. PDF Stampa E-mail
Scritto da ANF ROMA   
Lunedì 16 Marzo 2015 09:00

E stata siglata una convenzione per i nostri soci per essere assistiti nel processo di elaborazione , consegna e deposito della fattura alla P.A. come da allegato

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Marzo 2015 09:10
 
Novità legislative gennaio febbraio 2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da Unianf   
Novità legislative di settembre a cura del Cav. Avv. Marco Valerio Santonocito
 
NOVITA legislative gennaio febbraio 2015 per scaricare il documento clicca qui
 
 
Organigramma 5 maggio 2014 PDF Stampa E-mail

Nuovo Organigramma ANF Roma a seguito dell'Assemblea del 5 maggio 2014. Per scaricare il documento clicca qui

 
Rappresentanza Avvocatura art.39 L.P. PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Marzo 2014 00:00
Per scaricare il documento clicca qui
 
CASSA FORENSE REGOLAMENTO ART.21 L.247/12 PDF Stampa E-mail
Lunedì 20 Gennaio 2014 00:00
Per scaricare il documento clicca qui